Civita castellana è stata definita La Città che Balla per l’evento più atteso dell’anno, ovvero il Carnevale Civitonico. Il Carnevale, festività tipica del mese di febbraio, che si chiude con l’inizio del periodo quaresimale, era festeggiata a Civita Castellana sin dal 1566 come affermato nello Statuto Comunale di Civita; Le sue origini risalgono però ai Canti Fescennini, una forma di poesia popolare e scherzosa dell’epoca romana.
L’inizio del Carnevale, per la tradizione, è stabilito simbolicamente il 17 gennaio e a Civita Castellana è definito dall’arrivo del Re di Carnevale, O’ Puccio, in piazza Matteotti.
A Civita Castellana il Carnevale prende vita soprattutto nelle tre domeniche precedenti il Martedì Grasso quando avviene la chiusura della festa con il rogo di O’ Puccio, sempre in piazza.
Ma la tradizione del Carnevale, come in molti altri paesi, viene rafforzata anche dalle ricette locali: quella tipica di Civita Castellana è il frittellone, simile ad una crêpe, sottilissimo, che viene farcito con abbondante pecorino prima di essere arrotolato e mangiato, come la tradizione vuole, in un solo boccone.
Negli stand, durante le sfilate, possiamo trovare anche le chiacchiere, che prendono il nome di frappe, cosparse di zucchero a velo o miele e le castagnole ricoperte di miele, che da noi prendono il nome di scroccafusi ed infine i raviolini fritti con la ricotta.
Bonus: Filastrocca di carnevale
A Civita a Carnevale, l’allegria
Nun adè bbanale,
co i carri ‘n parata e la ggente
mmascherata.
Dal settecento c’è st’ usanza.
Nessuno sta ringhiuso dentro na
Stanza.
Fa capoccello o domino,
pe chi vo fa l’anonimo.
Se bballa in tutte vie e piazze,
a gende guarda da e terrazze.
Martedì Grasso o gran finàle,
O Re Pùccio brucia co i civitonici
ndorno o capezzale.
Magnanno a quattro ganasse o frittellone co o pecorino,
fanno l’ultimo ballo bevenno
n bicchiere de vino
S. A., III C Liceo Scientifico Colasanti
